A maggio, una questione divide i quartieri: bisogna riporre il tosaerba in garage per proteggere la natura? È quanto propone il movimento «Maggio senza tosaerba». Nell’Isola del Principe Edoardo, alcuni residenti stanno adottando questa pratica, tra benefici ecologici e difficoltà di convivenza.
Lasciare crescere il prato a maggio è la scelta di Éliane Laberge, a Stratford. Originaria di Gatineau, in Québec, dove aveva scoperto la sfida del dente di leone, ha voluto mantenere questa abitudine quando si è trasferita nell’Isola del Principe Edoardo.
A casa sua, denti di leone, violette e nontiscordardime hanno sostituito il prato uniforme. I risultati sulla fauna locale non si sono fatti attendere.
Lasciando che la vegetazione seguisse il suo corso, il suo terreno è diventato un rifugio per numerose specie. Grazie ai fiori, attira più api, impollinatori e persino uccelli. Questo ci ha permesso di cambiare il nostro modo di vedere le cose e di lasciare che la natura seguisse il suo corso.
Compromesso di vicinato

Questa constatazione dei cittadini è pienamente condivisa da Catherine Paquette, specialista in ecosistemi d’acqua dolce presso il WWF-Canada.
Lei conferma che smettere o ridurre la falciatura permette alle piante selvatiche di completare il loro ciclo di vita.
Fiorendo, offrono il nettare indispensabile agli insetti impollinatori. Meglio ancora, completando il loro ciclo fino alla produzione di semi, diventano una risorsa alimentare per gli uccelli.
Tuttavia, l’attuazione del movimento «Maggio senza tosaerba» si scontra con alcune realtà sociali. Non falciare implica accettare un cambiamento estetico radicale che può suscitare incomprensioni.
Éliane Laberge ha dovuto trovare un compromesso con il suo compagno. Quest’ultimo, pur comprendendo il valore ambientale del gesto, era preoccupato per gli sguardi di traverso dei vicini di fronte a un prato giudicato trascurato.
Si preoccupa un po’ di più dell’opinione dei vicini, vuole fare bella figura. E mi ha anche detto che più l’erba è alta, più è difficile da tagliare e può causare danni all’attrezzatura, in particolare al tosaerba, spiega Éliane Laberge.
I denti di leone, una risorsa di emergenza
La coppia ha infine optato per un compromesso: la parte anteriore della casa è stata falciata in ritardo alla fine del mese, mentre tutto il giardino sul retro è rimasto in fiore, al riparo dagli sguardi esterni.
Il movimento «Maggio senza tosaerba» presenta tuttavia alcuni limiti. L’esplosione di verde osservata a maggio è spesso dominata dai denti di leone. Catherine Paquette ricorda però che i denti di leone non sono piante autoctone del Canada.
