La zona industriale, attualmente in fase di urbanizzazione, sorge su uno dei siti archeologici più importanti del periodo calcolitico (3000 a.C. – 1700 a.C.) della regione.
Sotto una zona industriale spuntano resti di 5.000 anni fa: trovati anche scheletri di cinghiali
Nel 2024 sono ripresi i lavori di urbanizzazione nella zona industriale di Sanxo Llop dopo anni di stallo. Un’area che ospiterà industrie, 30.000 metri di aree verdi e persino un hotel. Diversi elementi nuovi per la città, che sorgono su uno dei siti archeologici più importanti del territorio valenciano.
Gli archeologi Josep Pascual, direttore dello scavo, ed Esteve Ribera, condirettore, hanno scavato diverse zone del sito che, sebbene abbracci diverse epoche, spicca soprattutto per quella del Calcolitico (3000 a.C. – 1700 a.C.). L’ultimo intervento è in corso in un lotto della zona industriale, vicino al centro commerciale, dove verrà costruito un capannone. Nei pozzi di fondazione sono stati rinvenuti diversi resti di fauna, tra cui scheletri di cinghiali. Come spiegano Pascual e Ribera, Sanxo Llop è una zona di emergenza archeologica. Ogni intervento urbanistico che si effettua in quest’area richiede uno scavo preventivo nelle strutture che potrebbero essere interessate dai lavori.
In altri appezzamenti del sito sono stati rinvenuti anche resti legati all’ambiente marino, come vertebre e costole di balena o resti di delfino, che possono essere visitati presso il Museo Archeologico di Gandia.
Da notare anche la presenza di materiali metallici. Probabilmente, si tratta di uno dei primi luoghi del territorio in cui questo materiale compare durante il Calcolitico. Ma al di là di questo periodo, il sito mostra un’occupazione umana prolungata nel tempo. Oltre al periodo calcolitico, sono documentati anche resti iberici, romani e tardo-romani.
Questo venerdì, alle ore 18:30 e presso il Museo Archeologico di Gandia, Josep Pascual ed Esteve Ribera terranno una conferenza gratuita sulla storia di Sanxo Llop.
